C’è un proverbio africano che recita “it takes a village to raise a child”. Letteralmente possiamo tradurlo con “Serve un villaggio, per crescere un bambino”, ma il suo significato, come tutti i proverbi, può essere ancora più profondo o complesso.
Nel nostro caso, ad esempio, potremmo dire che è servito un villaggio, inteso come una rete di persone e di relazioni sociali, per dare vita a Junkle e renderlo ciò che è adesso. La città, il quartiere in cui siamo, le persone che nel corso degli anni abbiamo incontrato (e quelle che incontreremo) sono le fondamenta su cui si sostiene JUNKLE.
Negli anni, tutte queste relazioni e conoscenze ci hanno permesso di collaborare con realtà diverse tra loro, instaurando un rapporto fatto di “dare e ricevere” che sembra una banalità, una cosa detta tanto per sentirci splendide, ma che vi assicuriamo è reale.
Conoscere e conoscersi con gli artigiani delle botteghe vicine, falegnami, associazioni, aziende e tutti coloro che ci circondano è fondamentale per noi. Allo stesso modo, è stato ed è importante per noi prendere parte a diversi progetti, ai quali non partecipiamo per ricevere in cambio visibilità o riconoscenza. Li scegliamo se ci ispirano, se pensiamo che possano essere un veicolo adatto a far girare il messaggio che JUNKLE vuole trasmettere.
JUNKLE, il suo villaggio e i suoi inizi.
Junkle non è nato da un giorno all’altro. È cresciuto col tempo, grazie a scelte ben precise e oculate che abbiamo preso, ma forse anche grazie ad un pizzico di fatalità o destino. Si, ma com’è nato davvero tutto?
L’avventura di JUNKLE potremmo dire che è iniziata un po’ per caso, quando ci siamo imbattute in una vela scartata e pronta per la dismissione, che ci ha spinte a pensare “e se non fosse questa la sua fine?”. In poche parole, ci si è presentata davanti un’opportunità e l’abbiamo colta. Abbiamo recuperato la vela e, spinte dalla curiosità e dalla determinazione, le abbiamo dato nuova vita, creando qualcosa di nuovo da una cosa che esisteva già.
E da quel momento in poi tutto è andato al suo posto, come le tessere di un puzzle: abbiamo aperto un laboratorio che col tempo ci ha portati ad incontrare persone, a conoscere e lavorare materiali destinati alla discarica e a trasformarli in qualcos’altro, ispirandoci ai principi dell’economia circolare e dell’upcycling.
Junkle è cresciuto passo dopo passo, con l’aiuto di chi abbiamo incontrato lungo il cammino nel corso del tempo e che si è trasformato in quel che ci piace definire un “villaggio”, composto di amici, collaboratori, artigiani, falegnami, associazioni e tutte quelle connessioni che ci hanno dato forma e ci ispirano quotidianamente.
Ognuno è protagonista nella JUNKLE Crew.
Adesso arriva il momento più difficile, quello in cui si potrebbe scadere nei soliti clichè, ma dovete fidarvi di quel che stiamo per dire: non ci sarebbe JUNKLE senza il team.
Junkle è fatto da persone che lavorano in sinergia, un gruppo di personalità diverse tra loro, dove ciascuno porta qualcosa di suo e lascia il proprio segno.
Ciascun membro della crew è protagonista, per questo ci viene spontaneo dire che JUNKLE non è soltanto il binomio Ilaria e Concetta, rispettivamente Founder/Ceo e Head of Production, ma è anche Turi che si destreggia tra il mondo digital e quello creativo, ricoprendo il duplice ruolo di Head of E-commerce e Senior Art Director, affiancato da Nina che, come Art Director, aggiunge quel quid in più ad ogni elemento creativo.
C’è Alfonso, il nostro English Specialist, che ci aiuta a raccontare JUNKLE al di là del confine. Ci sono poi: Alice, che da esperta Photomaster trasforma ogni prodotto di JUNKLE in un racconto visivo, Ifrat, che cucendo con precisione mette insieme tutti i pezzi di “junk” che andiamo raccattando di qua e di là, e poi Livia, designer ed esperta di moda sostenibile che col suo estro creativo ci aiuta a realizzare i nostri capi di abbigliamento.
Infine, vogliamo raccontarvi anche di Valentina, un tempo nostra sail seeker, che purtroppo ci ha lasciati troppo presto, ma la cui essenza continua a ispirarci ogni giorno, ricordandoci perché facciamo ciò che facciamo.
Se volete conoscerci meglio o semplicemente farvi un po’ i fatti nostri, trovate qui sotto un link con qualche curiosità in più sul team di JUNKLE.
JUNKLE, progetti e messaggi da condividere.
Nel corso degli anni abbiamo avuto modo di partecipare a progetti sociali in collaborazione con alcune associazioni locali, come nel caso di Trame_Spazio in Quartiere, dove abbiamo allestito un laboratorio attrezzato di tappezzeria delle Officine ZEN, o come DAPPERTUTTO, progetto sociale dove abbiamo avviato un laboratorio di sartoria e riciclo creativo insieme a SEND.
Con altre realtà locali abbiamo collaborato mettendoci la creatività e la produzione di prodotti o merchandising realizzati appositamente, come nel caso del SQFF – Sicilia Queer Film Festival e di Efebo D’Oro per cui abbiamo realizzato delle borse a scopo promozionale. Per BOOQ – Bibliofficina di quartiere e l’Ecomuseo Mare Memoria Viva di Palermo abbiamo realizzato dei complementi di arredo che si adattassero ai loro spazi, utilizzando rispettivamente come materiali le coloratissime tele dei mercati siciliani e le stoffe di vecchie sdraio per il mare.
Collaborare con il Laboratorio di Ecologia dell’Università di Palermo ed il Sicily Marine Centre della Stazione Zoologica Anton Dohrn è stata una sfida che abbiamo accolto volentieri. Insieme abbiamo progettato il prototipo di un kit per la raccolta di microplastiche nelle spiagge, realizzando il tutto con upcycling di diversi materiali, come le fettucce di vele spinnaker e le sacche che contenevano le vele stesse, il cotone per esterni, il dacron, il nylon e i metalli resistenti alla salsedine.
Insomma, se siete arrivati fin qui, avrete compreso che per JUNKLE è importante essere parte attiva del territorio in cui si trova. I progetti a cui abbiamo preso parte hanno tutti un valore speciale, ciascuno a modo loro ci ha aiutati a diffondere un sistema di valori e a lanciare un messaggio.
Oggigiorno – tenendo conto della geolocalizzazione di JUNKLE – è facile sentirsi dire “perché qui?” o “ma chi ve lo fa fare?”, ma la vera domanda è “Perché no?”. Il vero core di JUNKLE è nato e si è sviluppato qui, instaurando reti e relazioni lavorative vitali. Conosciamo il territorio in cui operiamo e i suoi limiti, ma non ci piace focalizzarci sulle parti negative, bensì su quelle positive. Conosciamo ed esaltiamo i suoi pregi e cerchiamo di sfruttare al meglio le possibilità che presenta. Quindi, perché non abbracciare il territorio e le risorse che può offrire?
Si può sempre migliorare e ciò che fa Junkle – o quantomeno ci proviamo – è essere un brand ed un team dinamico, sempre alla ricerca di nuove sfide. Altrimenti, sarebbe tutto un po’ noioso, no?



